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Eventi 

DI QUELLI CHE FANNO RUMORE

Emis Killa, Jake La Furia e Camilla Ghini incontrano
i detenuti della Casa Circondariale di Monza

Free For Music giunge al terzo appuntamento e annuncia l’album 
di brani scritti e interpretati dai partecipanti al laboratorio


 Un confronto diretto sul valore del tempo, sugli errori e sulle possibilità di riscrivere il proprio percorso. Sono questi i temi su cui si è sviluppato il terzo appuntamento di Free For Music, il laboratorio musicale promosso e finanziato da Orangle Records con la supervisione
socio-educativa di Paolo Piffer, che coinvolge i detenuti della Casa Circondariale Sanquirico di Monza in un progetto di scrittura, produzione e formazione musicale.


Dopo i primi incontri che nei mesi scorsi hanno portato all’interno dell’istituto artisti come Lazza e Fedez, l’iniziativa è proseguita con un nuovo momento di confronto che ha coinvolto Emis Killa, Jake La Furia e Camilla Ghini - questi ultimi due colleghi a Radio 105, dove insieme a Daniele Battaglia conducono il programma “105 Take Away”, tra le trasmissioni più seguite della fascia pomeridiana.


Come nei precedenti appuntamenti, la giornata si è articolata in due momenti distinti.
In una prima fase, gli ospiti si sono confrontati con un ampio gruppo di detenuti su aspetti che, all’interno di un carcere, assumono un significato ancora più concreto: gli errori, il giudizio sociale, la possibilità di cambiare, il rapporto con il tempo e il senso della libertà quando questa viene sottratta
A seguire, i ragazzi che hanno aderito al laboratorio hanno presentato e fatto ascoltare i propri brani, condividendo il lavoro portato avanti negli ultimi mesi e ricevendo osservazioni, stimoli e consigli.


La presenza di Camilla Ghini ha portato all’interno del penitenziario uno sguardo diverso, giovane e femminile, particolarmente significativo in un contesto come quello carcerario. 
Il confronto con una professionista attiva nel mondo dei media ha offerto ai presenti una prospettiva ulteriore sul lavoro, sulla responsabilità personale e sulle possibilità di creare una carriera partendo dalle proprie passioni.

Tra i temi più discussi è emerso il rapporto tra errori e responsabilità.
Durante l’incontro è stato più volte sottolineato come sbagliare faccia parte della vita, ma anche come il reinserimento nella società debba poter diventare un processo effettivo e non solo concettuale
In questo senso, il tempo trascorso in carcere può trasformarsi in uno spazio utile per acquisire e implementare competenze per il futuro.


Proprio sul valore del tempo si è soffermato Jake La Furia, che ha invitato i detenuti a utilizzarlo nel modo più consapevole possibile:


«Leggete qualsiasi cosa. Anche libri che all’inizio possono sembrarvi lontani da voi. 
La lettura apre la mente e può offrirvi idee e prospettive che non immaginate.»


Alla domanda su cosa serva oggi a un artista per fare successo nella musica, il rapper milanese ha aggiunto un altro elemento chiave:


«Se fai musica pensando solo al successo hai già perso. La musica deve prima di tutto divertire chi la fa. Quando ti diverti davvero, questa cosa arriva anche a chi ti ascolta. Le persone devono identificarsi in quello che racconti; per questo è fondamentale parlare di quello che conosci, di quello che hai vissuto o che vivi davvero. Se racconti qualcosa che non ti appartiene, la gente se ne accorge subito. La credibilità è fondamentale.»


Camilla Ghini ha poi richiamato l’attenzione sul valore del sacrificio e della costanza, ricordando come la passione – nella musica come nella radio o in qualsiasi altro ambito professionale – non possa prescindere da disciplina e impegno quotidiano. 
Un intervento che ha completato il discorso, evidenziando quanto fare ciò che si ama sia prezioso, ma farlo seriamente è ciò che permette di trasformarlo in un lavoro.


Emis Killa, al suo terzo incontro con i partecipanti al laboratorio, ha evidenziato l’importanza di assumersi la responsabilità delle proprie scelte senza lasciare che gli errori definiscano per sempre una persona:


«Nella vita tutti sbagliano. La differenza sta in cosa fai dopo. 
Gli errori non spariscono, ma possono diventare il punto da cui ripartire. 
L’importante è non smettere di lavorare su sé stessi e non convincersi 
che la propria storia sia già scritta.»


Il rapper di Vimercate, soffermandosi sul valore delle seconde possibilità, ha invitato i ragazzi a non considerare mai definitivo il punto in cui si trovano oggi, incoraggiandoli a continuare a lavorare sulle proprie potenzialità.


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Ci sono parole che per anni sono state sussurrate: disagio, ansia, neurodivergenza, salute mentale. Parole dette piano, quasi con imbarazzo, parole che restano chiuse tra le mura di casa o dentro le persone. Il 5 settembre, con DisagioPop, queste parole saliranno su un palco.
Non per fare spettacolo del dolore, ma per cambiare il modo in cui lo guardiamo.
DisagioPop non nasce per “parlare del problema”.
Nasce per cambiare la narrazione.
Viviamo in un tempo che pretende velocità, efficienza, adattamento continuo.
Se sei troppo sensibile sei fragile. Se pensi in modo diverso sei complicato. Se ti fermi perché non stai bene, sei fuori ritmo. Io non ci sto più a questa lettura.

 

Per troppo tempo ho pensato che ci fosse qualcosa che non andava in me.
Non capivo quella fatica costante, quella sensazione di essere sempre un passo fuori sincrono rispetto agli altri. Faticavo a leggere, oltre alla balbuzie che l’ansia mi portava addosso.
Leggevo e non comprendevo fino in fondo, leggevo e invertivo lettere, righe, parole. 
La mia mente era – ed è – un luogo affollato, pieno di pensieri che si accavallano, ragionamenti che partono in mille direzioni, intuizioni velocissime e concentrazione bassissima. 
Per anni ho pensato fosse solo un problema.

Poi, crescendo, leggendo a fatica ma con ostinazione, informandomi spinta da una curiosità viscerale e da un amore profondo per la psicologia, oltre che per la musica, ho iniziato a dare un nome a tutto questo:
DSA, ADHD.
Non etichette per chiudermi in una definizione, ma chiavi per capirmi.
E quando inizi a capire, smetti di combatterti.
Ho compreso che quella che avevo sempre vissuto come una mancanza era anche la mia struttura creativa.

La mente affollata è la stessa che collega idee lontane.
La sensibilità che ti fa tremare è la stessa che ti fa ascoltare davvero e sentire.
La fatica che ti rallenta è la stessa che ti costringe ad andare in profondità.

Negli ultimi anni ho trasformato quella che pensavo fosse una debolezza nella mia forza più grande.
Essere diversi non è un difetto da correggere, è una forza da riconoscere.
E non sono sola.

Tantissimi amici, colleghi, artisti, professionisti sono come me
Persone che per anni si sono sentite “troppo” o “non abbastanza” e che oggi stanno imparando a rileggersi con occhi diversi.

La neurodivergenza non è una moda né un’etichetta da social.
È una condizione reale che riguarda tante persone, spesso invisibili.
La salute mentale non è un tema per specialisti soltanto, è una questione culturale.
La musica lo sa da sempre: le canzoni che restano non nascono dalla normalità, ma dall’inquietudine; le rivoluzioni artistiche non le fanno quelli che si sono adattati, le fanno quelli che hanno sentito troppo, pensato troppo, vissuto troppo.

Da qui nasce DisagioPop: non come semplice evento, ma come presa di posizione culturale.
E’ nata l’idea, poi l’associazione e l’evento.
Mettiamo insieme arte, musica e parola per creare uno spazio sicuro ma non silenzioso, accogliente ma non consolatorio, coraggioso.
Non celebriamo il disagio, non lo romanticizziamo, non lo trasformiamo in slogan.
Lo riconosciamo, lo ascoltiamo, gli diamo dignità.
Perché quando una persona trova il coraggio di dire “non sto bene” e non viene giudicata, lì accade qualcosa di potente: la fragilità diventa consapevolezza e la consapevolezza diventa forza.

Il problema non è chi è diverso.

È chi ha paura delle differenze
E forse è arrivato il momento di dirlo chiaramente, insieme.

Il 5 settembre 2026 a Cesano Maderno porteremo tutto questo su un palco, con il Patrocinio del Comune.
Sarà un momento culturale, prima ancora che artistico, un atto collettivo di consapevolezza.
Grazie anche al nostro sponsor principale, BCC di Barlassina, che ha scelto di sostenere non solo un evento, ma una visione.


Ogni Mente ha il suo Ritmo


Patrizia Colombo
PaKo Music Records/Magazine
Ideatrice dell’evento #DisagioPop APS – Sound For Good

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Rising Voice Contest –
Il format televisivo che scopre i nuovi talenti della musica italiana
 

Il Rising Voice Contest è un format televisivo musicale ideato da Maria Totaro, discografica e manager.
Nato nel 2014, il progetto è dedicato alla scoperta e alla valorizzazione di nuovi talenti della musica italiana, offrendo ai giovani artisti un percorso concreto di crescita artistica, produzione musicale e visibilità televisiva.

Nel corso degli anni il Rising Voice Contest si è affermato come una piattaforma di lancio per nuovi interpreti e cantautori.
Dal format sono emersi artisti che hanno successivamente intrapreso percorsi importanti nel panorama musicale nazionale, ottenendo riconoscimenti discografici, dischi d’oro e partecipazioni a programmi televisivi nazionali.

Il format segue i concorrenti nel loro percorso artistico attraverso momenti di formazione, registrazioni in studio e performance dal vivo davanti a una giuria composta da professionisti del settore musicale e televisivo, tra cui autori, produttori e rappresentanti dell’industria discografica.

LA FASE FINALE 2026

La fase finale del Rising Voice Contest 2026 si svolgerà il 26, 27 e 28 giugno presso il Teatro Pietro d’Abano di Abano Terme, con tre giornate dedicate alla musica, alla formazione e alle riprese televisive del format.

 Il programma della fase finale prevede:


 26 giugno – Formazione artistica e ascolti

La prima giornata sarà dedicata alla formazione artistica dei finalisti, con incontri con professionisti del settore musicale e momenti di ascolto dedicati sia ai brani inediti sia agli interpreti, per valorizzare il talento vocale e artistico dei partecipanti.


 27 giugno – Registrazioni televisive

Seconda giornata dedicata alle registrazioni televisive del format con 50 finalisti, con riprese destinate alla messa in onda su Canale Italia.

 28 giugno – Finalissima

Terza giornata con la finalissima del Rising Voice Contest, durante la quale verranno proclamati i vincitori delle diverse categorie del contest.

PREMI

Vincitore assoluto – categoria Emergenti

Premio del valore di 7.000 euro, comprensivo di:

- produzione musicale professionale

- realizzazione di videoclip

- promozione radiofonica

- distribuzione discografica

 
Premi speciali:

- passaggi radiofonici per il miglior brano

- produzioni discografiche dedicate

- partecipazione agli eventi televisivi collegati al format

 EVENTI SPECIALI COLLEGATI AL FORMAT

Premio Esibizione al PALAFIORI DI SANREMO nel Cuore pulsante della Musica Italiana a
"CASA SANREMO LIVE BOX"

Borse di Studio per il valore di 5.000 euro per CASA SANREMO CAMPUS".

I migliori talenti del Rising Voice Contest accederanno inoltre a importanti eventi legati al progetto, tra cui:
- la serata esclusiva Gran Galà Rising Voice prevista per la fine di agosto
- la partecipazione alla trasmissione televisiva “November Sound – Edition Sanremo”


UN PROGETTO CHE VALORIZZA I NUOVI ARTISTI

Il Rising Voice Contest continua così il suo percorso di valorizzazione dei giovani talenti della musica italiana, offrendo una piattaforma concreta dove formazione, produzione discografica e televisione si incontrano per dare spazio alle nuove voci del panorama musicale.

 Fase finale Rising Voice Contest 2026

Teatro Pietro d’Abano – Abano Terme

26 – 27 – 28 giugno




Per iscriversi: 
risingvoicecontest.mmlinerecords.it



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